Il mio post della settimana scorsa

E’ la quarta volta che mi ritrovo a questo punto.

E’ piacevole andare in quell’ospedale, é il luogo delle speranze.

Le persone sono gentili, io cerco di interagire con chi posso, mi aiuta a stemperare la tensione.

Un vecchietto che non capiva come chiamavano per i prelievi: “al sud fino alle 9 non lavora nessuno, e poi fanno la fame, qui alle 7.30 sono già al lavoro” mi dice con spiccato accento meridionale.

Ho trovato la “donna maschilista”, genere che odio, ma lui, il vecchietto mi fa tenerezza.

Al prelievo non c’è la solita ragazza di colore a cui mi sono affezionata, tanto carina e gentile, peccato, ma anche questa mi piace.

Ci metto i soliti 3 secondi, come al solito le mie vene sono “bellissime”, e ci mettono un attimo.

Ripenso al giorno dell’intervento, quando alle 2 ragazze prima di me ci hanno messo del bello e del buono a trovare una vena decente, andando poi a reperirle in giro per il corpo in posti improbabili.

Quando arrivano a me tirano il solito sospiro di sollievo: braccia magrettine con belle vene superficiali, è un attimo.

Poi passo in reparto, saluto la segretaria e scherziamo un po’, mentre un frastuono di trapano ci impedisce di capirci, ci facciamo i gesti, ridiamo.

Vado a bere il cappuccino e c’è il barista gentile, mi piace.

Pago il parcheggio e scherzo con la guardia facendomi fare lo sconto.

Sono stata bene.

Adesso la razionalità deve essere con me.

Forza Kika, sai che puoi affrontare tutto.

Help!!

Non ce la posso fare, voglio il “parental control” ad internet…

(Devo essere razionale, la razionalità è la mia ancora di salvezza.
Devo essere umile e pensare alla mia vita, al mio percorso, che non è quello degli altri o quello che dicono gli altri, è solo mio.)

16 Febbraio

4 anni fa, ieri, io e Mr Jones ci baciavamo per la prima volta.
Da allora non abbiamo mai smesso!!!

3 anni fa avevamo appena deciso di sposarci

2 anni fa festeggiavamo a Roma

1 anno fa eravamo lontani

Ieri sera abbiamo consegnato i polli al gruppo d’acquisto di cui facciamo parte.

A ruota libera

Premessa: NON VOGLIO COMPATIMENTI
Questo è uno sfogo che voglio fare sul mio blog, ma non è che sia disperata, solo che qui voglio manifestare anche il peggio di me, poi c’è molto altro, ma ho l’esigenza di lasciare questo.

Piango.
Piango da sola per sfogarmi, non voglio consolazione, non voglio dar preoccupazione ai miei cari.
Non voglio che siano tristi.
Amo la mia vita, amo le persone che mi sono intorno, la mia vita è questa, questo passerà. Si affronterà. Non mi piegherà.
“Non posso certo farne una malattia”, una frase di un’amica, che mi aveva colpita. Io non solo non posso, ma non voglio.
Devo essere razionale, la razionalità è la mia ancora di salvezza.
Devo essere umile e pensare alla mia vita, al mio percorso, che non è quello degli altri o quello che dicono gli altri, è solo mio.
Trasformare le sconfitte di oggi in successi di domani.
Kika, ricordi la pioggia al tuo matrimonio??
Ricordi il Maggio scorso??
Quello che sembrava negativo, non lo è stato affatto!
Quanti “voglio” e “devo” ho scritto???
Certo che mi trovo in un momento di reazione energica!!
E poi, cos’è tutto questo preoccuparti di ciò che pensano gli altri? Sei così conformista??? Forse sì..
Perché ieri hai detto quella bugia??? Ancora paura del giudizio negativo??
Cavoli Kika, non ti facevo così… Tieni molto a dare un certo tipo di immagine, ma che ti frega??? Non basta quello che sei??

Cosa è veramente importante nella tua vita?
Le persone che amo.
Cosa ti appaga?
Dedicarmi a chi amo, leggere, la cultura, l’arte, il cinema, cucinare, il giardinaggio, viaggiare.
Cosa dà senso alla tua vita?
Dedicarmi a chi amo
Significa allora che tu ti annulli per gli altri? E’ un modo equilibrato di pensare alla vita? Di interpretarla?
Il tuo lavoro ti fa sentire una persona migliore?
No
Ti stimola?
Abbastanza.
Voglio lavorare tanto e non pensare, voglio essere impegnata e non ragionare….

Io piango!

E’ qui che rivendico il mio diritto, tutto femminile, di rintanarmi a casa a piangere appena riesco a liberarmi dal lavoro.
Lo so, lo so, lo so, non è il caso.
Ma io c’ho voglia!!
Poi razionalizzerò, sarò forte, applicherò tutte le strategie note e preziose e importanti e riporterò l’equilibrio e la grinta per affrontare quella che non è altro che la mia vita, e la vita di tutti, con le sue consuete montagne russe.
Poi c’è il proposito dell’anno nuovo “trasformare le sconfitte di oggi in successi di domani”, poi c’è il ricordo del mio matrimonio, delle vicende di Mr Jones, quella che sembra una difficoltà oggi, potrebbe essere una grande fortuna di domani. Stay tuned. E noi, lo siamo.
Ma oggi, ora, ho voglia di piangere, e allora????
Me lo concedo, mi sfogo.

Back home

Tornata.

Sana e salva.

L’aereo non è caduto.

Ieri pomeriggio, in casa in stato comatoso, godevo a guardare “Indagini ad alta quota” senza l’idea di dover fare un volo intercontinentale a breve, di notte, sull’oceano.

Basta, l’ho fatto ed è andata bene.

Mentre ero lì sopra non potevo fare a meno di pensare che volare è innaturale, che non è una cosa che l’uomo può controllare, è troppo grande.

Dal mio finestrino vedevo le nuvole in basso, illuminate a chiazze dalle città e sopra di loro una stellata impressionante.

Poi ho visto le coste del Canada e poi più nulla, mentre il navigatore diceva che eravamo sopra l’oceano a 10.000m a 800Km/h a -60°C….

Devo dire che il viaggio è andato bene, si è traballato poco e non potevo aspettarmi di meglio, considerano di viaggiare sopra l’oceano di notte, poi io ero terrorizzata lo stesso, ma è un problema mio.

Volo a parte… I LOVE NY

Che dire??

Ci si sente nel cuore del mondo.

In ordine sparso mi restano dentro: Central Park innevato, la vista dall’Empire, “The phantom of the opera”, il Guggenheim, 66 Perry Street, il ristorante “The View”.. che favola!!

 

Poi è stato bellissimo tornare a casetta mia, aprire la porta e sentire il suo profumo, ritrovare i nanetti sul letto, tutte le mie cose.

 

Oggi un nuovo punto di partenza di una grande avventura :))

10 Gennaio 2012

Sei mesi fa arrivavi a casa di sorpresa, con due ore d’anticipo.

Io stavo cucinando i pomodori col riso, il tuo piatto estivo preferito.

Era un’assolata mattina di Luglio, l’elettricista se n’era appena andato e la casa era un campo di battaglia, sporchissima di polvere di gesso, appena grattata dalla libreria nuova.

Le nostre cose erano ammassate nelle camere e sul balcone.

Ci siamo ritagliati un angolino sul balcone e abbiamo mangiato lì.

Sul balcone abbiamo consumato tutti i pasti dell’estate, pian piano i cartoni del trasloco hanno lasciato spazio alle piante e quello si è trasformato in un delizioso angolino verde che adoriamo entrambi.

E’ sempre un’emozione addormentarsi con le gambe attorcigliate e svegliarsi la mattina accanto a te.

9 Gennaio 2012

Questo periodo dell’anno è quell’interregno in cui giro con due agendine in borsa, infatti, non ho ancora tutte le informazioni che mi occorrono su quella nuova.

La mia agendina da borsetta è uno strumento indispensabile per la gestione dell’impresa Kika, non oso pensare se la perdessi.

Quest’anno ci sono grandi novità: l’agendina, infatti, non è più quella che mi regalava il mio papà, ha un formato nuovo e mi ci devo abituare… la guardo con sospetto: è meno chiara, devo aiutarmi con mille colori perché assolva alla sua funzione di promemoria di tutto ciò che mi riguarda.

Un passaggio obbligato, che faccio sempre controvoglia e diluisco nell’arco di un mesetto, è il trasferimento della rubrica, occasione per far pulizia di contatti ormai in disuso.

Passo in rassegna la rubrica dell’anno scorso: ospedali, farmacie, avvocati, agenzie di lavoro, contatti per il lavoro…. No, no, non è stato un anno semplice…

E’ una soddisfazione non trasferire certi contatti.

Altri sì, vanno ricopiati, e non mi sorride l’idea di ri-affrontarli.

Forza Kika, ricorda il proposito del nuovo anno!